Nel cuore pulsante della Spagna più profonda, a Luzón, il tempo si ferma per lasciare spazio a un rito che affonda le radici nel mito. “Diablos y Mascaritas” è un’indagine visiva potente su una delle tradizioni più oscure e affascinanti d’Europa. Attraverso l’obiettivo di Antonio Gibotta, la festa diventa un teatro antropologico dove i “Diablos” – corpi ricoperti di olio nero e fuliggine, adornati da imponenti corna di bue – si scontrano con la purezza silenziosa delle “Mascaritas”. Ho voluto documentare questo dualismo eterno: il caos e l’ordine, il nero della terra e i colori dei tessuti antichi, in un’atmosfera carica di tensione e sacralità.
L’Estetica dell’Oscurità: Olio, Fuliggine e Carne: La ricerca fotografica si concentra sulla trasformazione fisica e sulla perdita del sé. Il nero non è solo un colore, ma una maschera densa che annulla l’individuo per elevarlo a demone. Ho lavorato sui contrasti estremi e sui dettagli ravvicinati, catturando la texture della pelle lucida d’olio e l’impatto visivo dei campanacci che pesano sulle spalle dei figuranti. Ogni scatto è un frammento di un’estetica primordiale, dove l’uomo torna a essere parte della terra più cruda.
Il Reportage come Contatto: La mia macchina fotografica si muove dentro il rito, tra la folla e il fango, cercando di restituire la sensazione di soffocamento e di liberazione tipica di questa celebrazione. Non c’è distacco, ma una partecipazione emotiva che trasforma l’osservatore in protagonista. La scelta delle inquadrature mira a isolare il gesto ancestrale, rendendo universale una tradizione locale e svelando la resilienza di un popolo che difende la propria memoria.
Video Storytelling: Il Battito del Rito: Il video completa il racconto portando lo spettatore nel cuore del fragore. Attraverso un montaggio curato, ho raccolto il rimbombo assordante dei campanacci, il respiro pesante sotto le maschere e il grido della folla che accompagna la parata. Il video permette di percepire la dimensione cinetica e sonora che la fotografia cristallizza, trasformando la documentazione in un’esperienza viscerale, un battito tribale che scuote l’anima.
Realizzare “Diablos y Mascaritas” ha significato immergersi letteralmente nell’oscurità di Luzón per catturare l’essenza di una resistenza culturale. L’integrazione tra fotografia e video nasce dalla volontà di offrire una testimonianza totale su un patrimonio unico al mondo. Il mio impegno è quello di mettere la tecnica al servizio di un racconto onesto e viscerale, celebrando l’uomo nel momento in cui, spogliato della sua modernità, riscopre il proprio lato più selvaggio e poetico.

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